venerdì 3 novembre 2017

Cupcakes senza glutine alle carote e nocciole con farina di avena

Hazelnut carrot-oat gluten free cupcakes

Sta arrivando l'autunno. Ieri, per la prima volta da molti mesi, ho avuto freddo. Non è stata una brutta sensazione.
Io sento l'autunno dentro l'anima, in questo periodo, sono io stessa in autunno. Sento le cose che finiscono, esperienze, pezzi di vita, persone. Sarà perché sono decisamente sopra i 50, ma è un po' di tempo che vedo la vita da un'altra prospettiva.
Prima guardavo solo in avanti, adesso guardo quasi sempre indietro, forse perché non mi piace guardare verso ciò che mi aspetta.
Potrei pensare al futuro dei miei figli, ma anche ciò che aspetta loro non mi rassicura. Insicurezza economica, malattie, e poi guerre, carestie, disastri ambientali. Il mondo che ho davanti mi sembra gravido di cose brutte, ed è come se la vita umana non avesse più valore. Guardo verso il passato e mi sembra di ricordare che le cose belle della vita avessero un senso. Adesso niente ha più senso, solo essere produttivi e produrre beni. Quasi quasi, se uno passa una domenica in campagna, si sente in colpa perché non sta producendo. Non parliamo di leggere un libro o andare a un concerto. Così anch'io produco come se non ci fosse un domani, mi danno nel lavoro, e non riesco quasi più a fare le cose che amo. Come cucinare.
Ho fatto questi muffin perché li avevo visti nel blog dello Starbooks e mi avevano ispirato tantissimo. Mi piace molto l'aveva, recente scoperta, amo le nocciole e adoro i dolci di carote. Luciana Crema, a cui ho lasciato il testimone nella banda dello Starbooks, e che è centomila volte più brava di me, li aveva realizzati egregiamente, e non vedevo l'ora di trovare un po' di tempo per provarli. Ci ho messo più di un mese, a trovare questo benedetto tempo!
Partecipare al Redone mi sembra il modo migliore per ringraziare Luciana e la banda dello Starbooks per i tanti libri meravigliosi e i tani piatti squisiti che mi fanno scoprire.
  
Hazelnut Carrot-Oat Cakes
(da una ricetta tratta da A new way to bake di Martha Stewart)

Tempo di preparazione: 15 minuti
Tempo di cottura: 23 minuti
Ingredienti per 12 cupcakes: 94 gr di farina di avena *
60 g di farina di riso *
20 g di fecola di patate *
15 g di amido di riso *
3/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di sale
25 gr di nocciole sgusciate, spellate, e finemente tritate
83 ml di olio di cartamo ( io ho usato l'olio di riso)
83 ml di latticello ( vedere nota )
2 uova grandi a temperatura ambiente
190 gr di zucchero di canna chiaro bio a grana fine ( io 70 g di zucchero di canna Muscovado, 60 g di brown sugar e 60 g di zucchero bianco vanigliato home made)
1 cucchiaino da te di estratto di vaniglia * (io home made)
1 cucchiaino da te di zesta di arancia grattugiata
3 carote grattugiate


Ingredienti per il frosting : 

224 gr di formaggio spalmabile a temperatura ambiente *
60 gr di zucchero a velo *
1 pizzico di sale
3 cucchiai da 15 ml di nocciole sgusciate, pelate, tostate e tritate grossolanamente

* ingredienti a rischio di contaminazioni da glutine Per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.
** prodotti sostitutivi equivalenti a quelli contenenti glutine.


Fare i cupcakes

Preriscaldare il forno a 175°. Mettere i pirottini di carta in una teglia da 12 muffins (io invece li ho imburrati e infarinati). In una ciotola capiente mischiare le farine, il bicarbonato, il sale e le nocciole. In un'altra ciotola mescolare l'olio, il latticello (io metà latte intero e metà yogurt intero), le uova lo zucchero, l'estratto di vaniglia, la zesta di arancia e le carote. Versare il mix cremoso nelle polveri e amalgamare bene. Versare il composto ottenuto nei 12 pirottini (i miei stampini sono un po' grandi e me ne sono venuti 11).

Infornare e cuocere per circa 23 minuti tolali (io un po' di più, sono cotti un po' troppo ma in realtà erano perfetti di sapore), girando la teglia a metà cottura per permettere una cottura uniforme dei dolcetti. Quando saranno dorati fare la prova stecchino, che dovrà uscire pulito.
Lasciare raffreddare i cupcakes nello stampo per 15 minuti, toglierli e trasferirli su una griglia raffredda torte. Lasciarli fino a completo raffreddamento.

Fare il frosting

In una ciotola più piccola di quelle usate in precedenza, mescolare zucchero e formaggio cremoso, fino ad ottenere un composto liscio, a questo punto aggiungere il pizzico di sale.
Usando una spatola per dolci, distribuire il frosting su ogni cupcake e decorare con le nocciole tritate grossolanamente.
I dolcetti sono sono più buoni se gustati il giorno stesso in cui sono stati preparati.

MIE NOTE

- io ho messo  un po' più di latticello, circa 90 ml, perché le farine senza glutine assorbono più liquidi
- ho erroneamente cotto cinque minuti di troppo i miei muffin. In realtà è un "erroneamente" relativo, perché sono venuti ottimi e per niente secchi, anzi
- avevo solo circa 80 g di zucchero di canna grezzo, avevo invece del brown sugar che stava lì da troppo tempo. ci ho messo gli 80 g di zucchero di canna e il resto brown sugar. Questo giustifica il colore molto scuro dei miei muffin, ma vi assicuro che non abbiamo sofferto in questo cambio.
- su una cosa non concordo, ovvero che siano più buoni il giorno stesso. Se non si lasciano all'aria aperta, e si mette il frosting solo all'ultimo, sono ottimi anche il giorno dopo, anzi, i sapori si sono uniformati e amalgamati maggiormente.
- alcuni li ho lsciati senza frosting perché mio marito non ama questo genere di creme, e devo dire che erano ottimi. Anzi, alla fine ne ho dovuto mangiare uno anch'io, senza frosting, perché nel frattempo mia figlia se l'era finito a cucchiaiate :-)
- come ho scritto sopra i miei stampini per muffin sono un po' più grandi e me ne sono venuti solo 11. mannaggia!!!
- questi muffin mi/ci sono piaciuti un sacco. Se proprio devo fare un'osservazione, avrei aumentato un po' la percentuale di farina di nocciole che secondo me è si sente solo come retrogusto lieve, e mi sarebbe piaciuto sentirle invece in modo più pronunciato.
Per il resto sono semplicemente deliziosi, quindi la ricetta è assolutamente

PROMOSSA


Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Redone di novembre.




Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day

gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living

martedì 24 ottobre 2017

Focaccia o schiacciata per tutti i giorni

Facciamola breve: non pubblico una ricetta da maggio. Non ho tempo, semplicemente. Quindi approfitto biecamente del fatto che oggi non sono a scuola perché sono malata per aggiornare questo spazio virtuale tanto amato  e regalarvi la mia focaccia o schiacciata per tutti i giorni.

Focaccia o schiacciata di tutti i giorni senza glutine

Sono stati mesi intensi, non sempre piacevoli ma non terribili, il che a 50 anni è già qualcosa.
Ho molti impegni a scuola, spesso di soddisfazione ma anche molto impegnativi.
Panifico poco ma rispetto alla primavera scorsa, in cui ho fatto la fortuna di una nota ditta di prodotti senza glutine dal nome tedesco, riesco a fare il pane almeno una volta alla settimana. No lievito madre, no cose complicate, semplice pane di casa. Ogni tanto riesco a fare una focaccia, o schiacciata che dir si voglia. Non so se sia toscana, pugliese, genovese, probabilmente nessuna di queste. È una semplicissima focaccia a lievitazione diretta, con lievito di birra, che però la lunga lievitazione in frigorifero rende buona, con i buchini e perfetta da farcire con salumi o anche da mangiare così.
Se la voglio particolarmente soffice sostituisco una parte della farina (circa 150 g) con egual peso di patata lessa schiacciata.

A voi la semplicissima ricetta.

FARINE: dato che oramai sono diventata una cialtrona a tutti gli effetti, vi confesso che non sono fedele alle farine: ce ne sono alcune che mi piacciono particolarmente, e le uso un po' a caso, anche a finire il sacchetto.
Le farine che uso solitalmente sono il Mix per pane Nutrifree, la farina della Royalline Sicilia, Il mix di farine per pane di Fabio Iobbi come base (circa 300 g). Poi solitamente aggiungo un po' di Glutafin Select (100 g) e un po' di Farmo o di Conad (100 g).  Il tutto parecchio occhiometrico, nel senso che se mi manca una farina o ne ho meno, o devo finire il sacchetto e ce ne casca di più, poco male.
Spesso (ma non per la schiacciata/focaccia) mescolo un 10% di farine di cereali: grano saraceno, oppure teff, oppure sorgo, oppure quinoa o miglio.
Se voglio  fare un pane parecchio integrale, che qui va per la maggiore, uso 350 g di farina base + 150 g di Brot Mix della Schar, ma per le schiacciate no, non la faccio integrale.

Quindi prendete le dosi che vi lascio con il beneficio del dubbio, nel senso che potete fare le modifiche che ho indicato sopra e otterrete un risultato molto simile. 

Focaccia o schiacciata per tutti i giorni


Focaccia o schiacciata di tutti i giorni senza glutine
  • 300 g di farina per pane Royalline Sicilia **
  • 100 g di Glutafin ** 
  • 100 g di farina Farmo ** 
  • sale grosso
  • sale fino
  • 5 g di lievito di birra
  • 400 g di acqua
  • olio extravergine di oliva
  • farina di mais finissima per lo spolvere *
* ingredienti a rischio di contaminazioni da glutine. Per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.
 

** prodotti sostitutivi equivalenti a quelli contenenti glutine.

Preparazione
Sciolgo il lievito di birra in acqua a temperatura ambiente in una ciotola capiente, aspetto che faccia un po' di schiumetta, e poi ci verso sopra le farine, preferibilmente setacciate così prendono aria. Comincio ad impastare con le mani, tenendomi vicino un tarocco, l'olio e il sale.
Quando ho ottenuto un impasto granuloso ci verso sopra un po' d'olio (a occhio, saranno 30 g) e un pizzicone di sale.
Continuo a impastare. Quando ha assunto una consistenza un po' decente scaravolto l'impasto su un piano infarinato con farina di mais finissima, e continuo ad impastare per qualche minuto, quindi faccio la palla e lo metto a lievitare in una ciotola unta con un filo d'olio.

L'ottimale a questo punto è cacciarlo in frigorifero una nottata e ripensarci la mattina seguente, se non ne abbiamo il tempo facciamolo lievitare fuori ma con la lunga lievitazione in frigorifero si ottengono risultati migliori.

Dopo il riposo in frigorifero, tirare fuori l'impasto e lasciarlo riprendere per un'ora senza farci nulla, quindi scaravoltarlo di nuovo su un piano infarinato con farina di mais finissima, sgonfiarlo e stenderlo in una teglia per pizza generosamente unta d'olio.

Fare i classici bucini con le dita e lasciar lievitare in teglia per almeno un'ora, o anche qualcosina di più.
Nel frattempo accendere il forno con la refrattaria dentro, posta sul ripiano più basso, alla massima temperatura. 

Quando il forno è a temperatura, cospargo la focaccia di sale grosso, la cospargo con un generoso giro d'olio e ci spruzzo sopra un bel po' d'acqua, fino a riempire tutti i buchini.

Inforno e abbasso subito il forno a 200 °.

In una ventina di minuti / mezz'ora è cotta. Sarà morbida, il fondo morbido, sopra croccante.
Focaccia o schiacciata di tutti i giorni senza glutine

Sforno, taglio con le forbici et voilà! È pronta.


Non so se ho capito bene come funziona, 
ma segnalo qusta ricetta per  
a cura di Sandra Pilacchi di Sono io, Sandra.


venerdì 26 maggio 2017

Coccoli senza glutine

Coccoli / Fried dough

Rispunto fuori dopo quasi due mesi, per rassicurarvi sul mio essere ancora in vita: sono semplicemente stata rapita dal pianeta "Scuola" che mi tiene segregata notte e dì. Per farmi perdonare della mia lunga assenza vi lascio questi coccoli senza glutine, che son peggio delle ciliegie, uno tira l'altro!

Scuola... scuola... che bella la scuola! È della scuola che tutti noi abbiamo i propri peggiori ricordi, ma anche i migliori. A scuola siamo diventati grandi, abbiamo imparato a vincere le nostre paure, ci siamo confrontati con i nostri limiti e abbiamo provato a superarli. È  scuola che si impara ad impegnarsi, ma anche a fregarsene, a volte, ed è giusto, purché con moderazione.

Una cosa essenziale che si impara a scuola è ad avere a che fare con pari o superiori che sembrano non apprezzarci. Non è una bella senzasione, ma capita quasi a tutti prima o poi, e bisogna attrezzarsi. In primo luogo si impara che è possibile sopravvivere senza il consenso altrui, e questa è una potentissima arma interiore, così come la capacità di credere in noi stessi malgrado il mancato apprezzamento del prossimo. Si impara la perseveranza ma anche a riconoscere i nostri errori e a tentare di rimediarli. In questi casi il più delle volte la soluzione si trova cercando di capire cosa impedisce al professore di vederci positivamente, e questo esercita la capacità di autovalutazione e di adattamento, e di mettersi nei panni dell'altro. È tutto molto faticoso, spesso doloroso, ma è anche un'esperienza altamente formativa.
Il famoso trasformare le difficoltà in uno strumento di crescita.
Ovviamente non intendo dire che sia un fatto positivo che gli insegnanti "facciano delle preferenze" o comunque non riescano ad apprezzare un alunno, malgrado i suoi sforzi, questa è sempre una cosa negativa che come insegnanti si dovrebbe evitare in ogni modo, ma purtroppo a volte capita, è un fatto.

E come genitori? Monitoriamo la situazione, mettiamoci in ascolto, osserviamo nostro figlio, ma resistiamo anche alla tentazione di intervenire subito: è decisamente più educativo lasciare che il ragazzo gestisca la situazione in autonomia, ovviamente a meno che le cose non abbiano superato il limite.

Soprattutto, spiace dirlo, evitiamo di trasformare il tutto in un effimero flame nel gruppo WhatsApp dei genitori, dal quale raramente emergono soluzioni costruttive. Per non dire di peggio.  

La fine dell'anno scolastico è sempre un momento molto faticoso per tutti, noi docenti ma soprattutto i ragazzi, travolti da compiti, interrogazioni che affrontano stanchi e in preda all'ansia.

Offro virtualmente a tutti questo cestino di coccoli, come si chiamano a Firenze, che altro non sono che pasta di pane fritta. Una cosa semplice e gustosissima, che una volta si trovava che c'erano ad ogni angolo di strada, adesso più frequentemente come antipasto nei ristoranti e nelle pizzerie. Trovarli senza glutine non è facile, mentre farli è facilissimo, facendo attenzione durante la frittura perché l'olio tende a schizzare.  

Coccoli / Fried dough
Coccoli

Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di lievitazione: 1 ora
Tempo di cottura: 4 minuti

Ingredienti
(per una trentina di coccoli)  
250 ml di acqua
250 g di mix per pane Nutrifree (¶)
10 g di lievito di birra
8 g pizzico di sale
1 cucchiaino di zucchero  
1 l di olio di arachidi 

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Procedimento
Setacciate il mix per pane in una ciotola capiente.
In una tazza sciogliete il lievito di birra in 100 ml di acqua e un cucchiaino di zucchero. Lasciate riposare 10 minuti, quindi versate il contenuto della tazza nella ciotola con il mix per pane, e cominciate a mescolare con una forchetta. Unite via via il resto dell'acqua, e alla fine unite anche il sale.
Otterrete un impasto abbastanza morbido e appiccicoso, poco lavorabile, che dovrete lasciare lievitare per 2 ore.
Quando avrà fatto tutte le bolle e sarà raddoppiato, fate scaldare l'olio in una pentola capiente.
Quando è caldo ma non caldissimo (170 °C) aiutandovi con due cucchiaini create con la pastella delle palline che getterete via via nell'olio, poche alla volta (non sgonfiate la pastella, va usata così com'è).  Devono cuocere anche dentro, altrimenti vi troverete a mangiare pasta di pane cruda.
Una volta cotti serviteli subito accompagnandoli con stracchino ed eventualmente salumi.

È una delle tante ricette che potrete trovare sul mio libro Torte rustiche gluten free.

Torte rustiche gluten free

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day

gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

venerdì 7 aprile 2017

Polpette di pollo e spinaci senza glutine

Gluten free Polpette pollo e spinaci

Queste polpette di pollo e spinaci senza glutine sono tratte dal libro A bird in a hand della food-write inglese Diana Henry. È un bellissimo libro, che avevamo recensito un paio d'anni fa quando ancora facevo parte dello Starbooks Questa frase mi fa parecchio soffrire a scriverla, adesso non faccio più parte della banda dello Starbooks e mi manca molto, ma dato che ultimamente non riesco a combinare niente in cucina, come testimonia questo blog inteccherito in cui pubblico una volta ogni morte di papa solo ricette di archivio, come pensare di riuscire a stare dietro a tutto?
Queste polpette sono davvero buone, rifatte parecchie volte, leggere, delicate, ma al contempo con una loro connotazione ben precisa. Insomma, un modo splendido di utilizzare il pollo.

Gluten free Polpette pollo e spinaci

POLPETTE DI POLLO E SPINACI
Ingredienti
Per circa 30 polpettine
500 g di macinata di pollo
50 g di pane fresco sbriciolato **
60 g di parmigiano grattugiato
½ cipolla tritata finemente
200 g di spinaci
le foglioline di 3 rametti di timo
una generosa grattugiata di noce moscata
la scorza grattata di un limone non trattato
sale e pepe

* ingredienti a rischio di contaminazioni da glutinePer essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
** prodotti sostitutivi equivalenti a quelli contenenti glutine.


Gluten free Polpette pollo e spinaci

Mettete in una ciotola il macinato di pollo insieme alle briciole di pane e al formaggio.
Scaldate 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva e fatevi sudare la cipolla, finché è morbida ma non dorata. Unite l'aglio, fate cuocere altri due minuti, quindi fate raffreddare.
Mettere gli spinaci in una pentola con due cucchiaiate d'acqua e fate cuocere a fuoco bassissimo e coperto per quattro minuti. Scolate e fate raffreddare.
Unite la cipolla alla carne, insieme al timo, la scorza grattata del limone, la noce moscata, un pizzicone di sale e una spolverata di pepe.
Strizzate gli spinaci e tritateli finemente. Unite il resto degli ingredienti e mescolate con le mani finché è tutto ben amalgamato.
Con le mani umide formate delle polpette della dimensione di una noce, e fatele raffreddare in frigorifero.
Scaldate un cucchiaio di olio extravergine di oliva in una padella per friggere e cuocere le polpette in serie a fuoco medio, finché sono rosolate, quindi giratele dall'altro lato.
Ci vorranno circa tre minuti per lato perché siano ben rosolate, ed altri 7 minuti perché cuocciano bene all'interno.
Non devono rimanere rosa.

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day
gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

venerdì 24 marzo 2017

10 + 1 ricette con le fragole

Lunedì è iniziata la primavera, e la frutta per eccellenza della primavera sono le

FRAGOLE!

E le FRAGOLE sono infatti l'ingrediente del mese del GFCalendar di Gluten Free Travel & Living.
Il giudice di questo mese è la bravissima Cinzia Garcia, del blog Il forno incantato.
Per festeggiare il mese delle fragole insieme a Cinzia e a tutte le ragazze (e al ragazzo!) di GFTL, vi lascio una ricetta semplicissima, quello che vi (mi) ci vuole in un momento in cui non riesco nemmeno ad accendere i fornelli.E già che ci sono, vi lascio altre 10 (sì, avete letto bene, 10!) ricette alle fragole che potrete trovare proprio sul mio blog, sulla falsariga del post di ieri della Cardamoma, che non si dica che copio senza avvisare! Però lei ve ne ha lasciate solo 10, io 10 + 1. :-)

Eton mess

Eton mess


La ricetta è rigorosamente occhiometrica ed è meravigliosamente senza rischi di contaminazione.

Panna da montare (volendo essere salutisti potreste sostituirla con yogurt greco)
Zucchero
Fragole
Meringhe

Montare la panna, lavare le fragole a tagliarle a pezzetti.
Mescolare la panna, le fragole e le meringhe sbriciolate. Se proprio lo ritenete necessario, dolcificate con un po' di zucchero precedentemente passato nel robot per renderlo impalpabile.

That's all!

Ed ora le 10 ricette con le fragole


Gluten free Pan di Spagna fragole e namelaka




fruity frozen yogurt



fruity frozen yogurt



torta fragole e chantilly allo yogurth



soufflé glacé alle fragoline di bosco



sorbetto alle fragole




Bicchierini di fragole al lemon curd



Rotolo alle fragole



crumble alle fragole



Cheese cake allo yogurt senza cottura



Con questo post partecipo al #GFCalendar 
con il miele del mese di marzo di Gluten Free Travel & Living 
con la partecipazione Cinzia Garcia, del blog Il forno incantato.
 
GFCalendar Miele

Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

venerdì 10 marzo 2017

C'era una volta... Il pranzo della nonna da Quinoa 12 marzo




C’era una volta… Il pranzo della nonna, domenica 12 marzo al Quinoa si torna bambini

Gli odori che invadono la cucina della nonna, una domenica mattina qualsiasi della nostra infanzia, con quei piatti semplici e schietti, preparati senza fronzoli. Sono i sapori che raccontano il nostro passato e che lo chef Simone Bernacchioni del Ristorante Quinoa  vuole riproporre domenica 12 marzo per la terza edizione de “Il pranzo della nonna”. Dopo aver preparato i piatti della sua infanzia, quelli dello chef Marcello Ferrarini, ora è il momento di misurarsi con i ricordi di due food blogger gluten free: la sottoscritta Gaia Celiaca, e Gaia Murarolli, Gingerglutenfree.

Il mio menù viene dritto dritto da mia nonna Maria, emiliana doc:  insalata russa – lasagne al ragù – faraona con patate arrosto – Fedora.

Chi era la mia nonna e da dove viene questo menù?
Mia nonna Maria era una donna mite e concreta, una vera 'zdaura emiliana di poche parole e molta sostanza. Abitava in una grande casa fra Modena e Bologna, una famiglia numerosa che a tavola diventava spesso ancor più numerosa: non potrò mai dimenticare la grande cucina, con l'immenso camino e quella tavolata a cui di norma pranzavano 8 persone, ma non di rado anche 10 o 15.
Era su quella tavola che venivano stese le sfoglie per le classiche paste fresche all'emiliana, tagliatelle, lasagne, ravioli e tortellini, sfoglie enormi, di 12 o 14 uova, che mia nonna tirava sottili e uniformi con un'energia che non avresti mai sospettato in quella piccola donna quasi fragile. D'altronde lo spiegava bene lei: quando si tira la sfoglia c'è poco da fare, si fa molta fatica, si deve arrivare a far "sudèr al ciàp dal cul"...
Non capitava purtroppo tutte le domeniche di andare a pranzo dalla nonna, visto che abitavamo in un'altra città, ma riuscivamo ad andarla a trovare le aspettative non venivano mai deluse. Il pranzo della domenica era a menu fisso, una gioia per il palato.
L'insalata russa apriva le danze, con una maionese ricca e leggera al tempo stesso, e la verdura tagliata a cubetti piccoli e davvero identici, la si mangiava sul pane ma anche a forchettate, una prelibaletezza indimenticata.
Di primo, come si diceva, pasta fresca, oggi l'une domani l'altra ricetta, e di secondo un immancabile arrosto del cortile, più spesso faraona, animali che allevava e a cui tirava il collo lei con le sue mani, perhé non si fidava di nessun altro: non le ho mai visto comprare un pollo in vita sua!
Vogliamo parlare della patate, che d'inverno venivano cotte con lo strutto di maiale, ovviamente anche quello fatto in casa, quando si uccideva il maiale e si preparavano tutti i salumi che poi sarebbero durati tutto l'anno?
Era incredibile come tutto fosse fatto in casa, dall'allevare gli animali da cortile e i maiali, l'orto e il fruttto, il latte fresco tutti i giorni dalla mucca nella stalla, una vita davvero a km 0, anzi, a metri 0, in cui tutti era davvero come natura crea.
La scelta del dolce l'ho lasciata all'altra Gaia, a casa di mia nonna dolci se ne vedevano pochi, anzi quasi nessuno, pure la domenica. Il tempo dei dolci era quello delle feste comandate, con i semplici dolci della tradizione, un bensone, una pinza, una torta di riso per Pasqua, difficile ci fosse qualcosa di più...

Quando Simone mi ha chiesto di proporre un menù, non ho avuto dubbi. Era la nonna Maria e la sua semplice vita da 'zdaura emiliana d'altri tempi che dovevo "cantare" in questo pranzo, per raccontare un mondo che davvero non esiste più. 

Il prezzo sarà di 25 euro a persona con primo calice di vino incluso. Per prenotazioni 055/290876

venerdì 24 febbraio 2017

Pane ai semi di lino senza glutine

Pane ai semi di lino

Sono giorni in cui succedono tante cose nel mondo esterno, cose che meriterebbero di essere oggetto di un post, ma anche io sto facendo tante cose, nel mio lavoro intendo, e così spesso penso un post, ma non ho tempo di scriverlo, e quando trovo il tempo di scrivere me lo sono dimenticato, complice anche la memoria meno spumeggiante di un tempo (I grow old... I grow old.... I shall wear the bottoms of my trousers rolled).
La triste conseguenza di tutto ciò è che sono assolutamente poco ispirata verso la scrittura. Non mi viene l'ispirazione, forse perché per farsi ispirare dalla scrittura bisognerebbe avere il tempo per fermarsi a pensare. E io non penso, faccio, tiro a diritto un po' a testa bassa. Quindi vi beccate questi post insignificanti.
Almeno però ci sono le ricette, molte di archivio, lo ammetto, perché qui si cucina molto poco, ultimamente.
Come questo pane, già pubblicato sul mio libro Il pane gluten free, pubblicato da Giunti Editore editore nel 2015, e mai pubblicato sul blog.

Il pane gluten free - Gaia Pedrolli

Un pane buonissimo, aereo, dal sapore ottimo, e sicuramente reso piuttosto sano dalla presenza dei semi oleosi.
Si fa con facilità, e dà parecchia soddisfazione. Mi è tornato in mente l'altro giorno, mentre cercavo un'immagine per illustrare l'ultimo articolo che ho scritto per Gluten Free Travel & Living, sulle caratteristiche nutrizionali del pane senza glutine. Cercavo un'immagine che desse l'idea che il pane senza glutine non è solo amidi e zuccheri, ma che può essere anche sano, e questa mi era sembrata una delle più adatte.
Quindi è merito di Gluten Free Travel & Living se oggi pubblico questa ricetta, anche in tema perché oggi è il 100% Gluten Free (Fri)Day


Pane ai semi di lino

Pane ai semi di lino

Ingredienti
30 g di semi di lino
210 g di mix per pane Nutrifree  **
40 g di mix per pane rustico Brot Mix Schar **

300 ml di acqua
15 g di olio extravergine di oliva
4 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele
farina di grano saraceno bianco per lo spolvero *
sale
 

* ingredienti a rischio di contaminazioni da glutinePer essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
** prodotti sostitutivi equivalenti a quelli contenenti glutine.
*** le spezie, anche in polvere, in teoria non sarebbero ingredienti a rischio. Però io non mi fido, e cerco sempre quelle con la scritta SENZA GLUTINE. 

Fate prendere il bollore all'acqua e versatela in una ciotola nella quale avrete messo i semi di lino. Fate riposare finché si raffreddano, quindi scolateli conservando l'acqua.
Misurate la quantità di acqua e rabboccatela fino ad arrivare a 170 ml.
Scioglieteci il lievito di birra insieme al miele, fate riposare dieci minuti quindi versateci dentro le farine setacciate. Impastate fino a far assorbire tutta l'acqua (otterrete un impasto piuttosto secco, che faticherà a stare insieme) ed unite i semi di lino, l'olio extravergine di oliva e il sale. Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo, che sarà parecchio appiccicoso. Mettetelo a lievitare in una ciotola incoperchiata per un paio d'ore.
Rovesciate l'impasto sulla spianatoia infarinata, sgonfiatelo un po' e date una piega a libro e un'altra piega a libro ruotando l'impasto di 90°, quindi formare una pagnotta tonda. La tecnica è quella di tirare l'impasto dal centro verso il sotto, e ruotando, in modo tale che tutte le pieghe restano sotto, e l'alveolatura si uniforma, perché l'impasto è come se si stirasse.
È una tecnica perfetta per realizzare i panini piccoli, ma anche le piccole pagnotte come questa.
Se si volesse fare dose doppia, converrebbe comunque fare due pagnotte perché comunque lievita parecchio e resta abbastanza umido, quindi meglio non usare pezzature troppo grandi.
Fate rilievitare direttamente sulla pala infarinata, coprendo a campagna con una ciotola, per meno di un'ora.
Nel frattempo accendete il forno a 250 °C con la refrattaria dentro sul ripiano più in basso, e quando è a temperatura trasferite la pagnotta direttamente sulla refrattaria infarinata, senza carta forno. Vaporizzate con acqua le pareti del forno e la pagnotta, e dopo 10 minuti abbassate la temperatura a 200 °C. Fate cuocere altri 30-40 minuti, e comunque finché bussando sul fondo del pane si sente un rumore cavernoso.
Fate raffreddare su un tagliere di legno. 



Con questa ricetta partecipo a Panissimo #48, 
la raccolta di febbraio 2017, ospitata da Sandra

#Panissimo48


Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

linkwithin

Related Posts with Thumbnails